Hai mai sentito parlare di lettore RFID? Probabilmente sì, se sei approdato su questa pagina. Facciamo innanzitutto luce sul termine RFID: cosa vuol dire? Con l’acronimo “RFID” (Radio Frequency Identification) si intende una tecnologia per la memorizzazione automatica di informazioni come oggetti,animali o persone. Si tratta di un sisteme basato sulla capacità di identificazione di dati da parte di etichette elettroniche: le cosiddette TAG. Attraverso queste ultime è possibile rispondere all’interrogazione a distanza da parte di apparati portatili o fissi, chiamati reader.

Questa identificazione avviene mediante radiofrequenza, grazie alla quale un reader è in grado di interfacciare e aggiornare le informazioni contenute nei tag che sta interrogando; infatti, nonostante il suo nome, un reader (ovvero: “lettore“) non è solo in grado di leggere, ma anche di scrivere informazioni e aggiornarle.

Quali sono gli elementi di un lettore RFID?

Nello specifico un sistema RFID è costituito da tre elementi fondamentali:

  1. Un apparecchio di lettura e/o scrittura (lettore).
  2. Uno o più etichette RFID (o tag o Transponder)
  3. Un sistema informativo di gestione dei dati, per il trasferimento dei dati da e verso i lettori.

L’elemento principale che caratterizza un sistema RFID è l’etichetta RFID. Altrimenti detta transponder o tag ed è costituita da:

  • un microchip che contiene dati in una memoria (tra cui un numero univoco universale scritto nel silicio)
  • una antenna
  • un supporto fisico che tiene insieme il chip e l’antenna chiamato “substrato” e che può essere in Mylar, film plastico (PET, PVC, ecc), carta o altri materiali.
  • (in rari casi viene usata una batteria).

Mentre i tag RFID sono utilizzati in passaporti in diversi paesi. Il primo paese ad adottare i passaporti con RFID, è stato il governo malese nel 1998. In tale passaporto, il chip contiene, oltre alle informazioni dell’intestatario del passaporto, anche la storia dell’utilizzo (data, giorno e luoghi) per tutte le entrate ed uscite dal paese.

Anche il Governo italiano ha adottato tale standard, i nuovi passaporti sono disponibili dal 26 ottobre 2006.

Oltre che nei passaporti possiamo trovare i tag RFID anche nel campo monetario (VISA, Mastercard e American Express), nella logistica trasporti, in questo caso i tag vengono applicati sia sugli oggetti (scatole, pallet), nel tracciamento delle pratiche, nell’identificazione degli animali e nei sistemi di antintrusione. Ciò dimostra come questa tecnologia, che prende origine dalla seconda guerra mondiale,  sia oggi diventata un istituzione fondamentale.

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